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Mantra di apertura

vande gurunam charanaravinde
sandarshita svatma sukhava bodhe
nih shreyase jangali kayamane
sansara halahala mohashantyai

abahu purushakaran
shankhachakrasi dharinam
sahasra shirasam shvetan
pranamami patanjalim

Ashtanga Vinyasa Yoga: meditazione in movimento

Molto dell'Hatha Yoga praticato in occidente discende dagli insegnamenti di T. Krishnamacharya (1988 - 1998).
Nato e vissuto in India, fu il primo a organizzare le asana in sequenze precise coordinate con la respirazione, e ad assegnare un valore terapeutico a ciascuna di esse.
Considerato il padre dello yoga moderno, si è sempre definito non maestro ma studente, continuando a studiare, esplorare, sperimentare. Molti riconosciuti Maestri yoga del nostro tempo sono stati suoi allievi: B.K.S. Iyengar, T.K.V. Desikachar, Indra Devi, K. Pattabhi Jois.

La nascita dell'Ashtanga Vinyasa
Fu Sri K. Pattabhi Jois (1915-2009), allievo di Krisnamacharya dall'età di 12 anni, a elaborare uno yoga basato su vigorose sequenze di posture eseguite al ritmo del respiro, che chiamò Ashtanga Vinyasa. Il metodo è rigoroso: movimenti precisi, esatto conteggio del respiro, concentrazione, intenso lavoro sul corpo e le asana devono essere eseguite nell'ordine indicato, poichè solo così possono esercitare la loro azione terapeutica.
Nel suo libro, Yoga Mala, Jois racconta come la prima serie, Yoga Chikista, purifica e allinea il corpo; la seconda serie, Nadi Shodhana - agisce sul sistema nervoso e apre i canali dell'energia; la terza serie, Stira Bhaga, sviluppa la forza interiore e la stabilità corporea.

l'ashtanga in pratica
L'Ashtanga Vinyasa è un percorso che si articola in varie tappe, ed è fondamentale procedere gradualmente. Poichè l'impegno psicofisico è considerevole, occorre tempo per sviluppare la forza, la flessibilità, la concentrazione, la coordinazione necessarie a una pratica che sia benefica.

Il percorso dell'Ashtanga Vinyasa Yoga inizia nelle CLASSI GUIDATE, con la prima serie, dove l'insegnate guida passo passo attravero la sequenza, con attenzione alle specifiche possibilità di ciascuno. Progressivamente, con una pratica regolare, l'allievo arriva a comprendeere i passaggi della sequenza, impegnandosi per apprenderla a memoria. Il lavoro principale è coltivare il respiro e lasciarsi guidare da esso nell'esecuzione delle asana.
Quando la sequenza è memorizzata si inizia a praticare Mysore Style e sotto la supervisione dell'insegnante si procede da soli con il proprio ritmo. E' questo il momento in cui la pratica raggiunge una profindità maggiore e se ne ha una più chiara comprensione. Nel Mysore la pratica diventa un intenso momento di concentrazione e dialogo con il proprio corpo, guidati dal fluire del respiro. La stretta relazione di conoscenza e fiducia che si crea tra allievo e maestro onsente a questi di portare avanti ciascuno studente nel momento giusto, quando corpo mente erespiro sonoo pronti ad accogliere nuove asana e nuova profondità.

E' fondamentale praticare sotto la guida di un insegnante esperto, i cui aggiustamenti, incoraggiamenti o freni aiutano a sviluppare un sempre più completo percorso in questo metodo. L'insegnante incoraggia quando lo studente può progredire, ferma quando vede un eccesso che può essere dannoso, adatta le posture e aiuta nell'esecuzione, è lo specchio che permette di correggersi e di accorgersi quando la concentrazione cala. La pratica individuale non può prescindere da un lavoro anche guidato.

cosa occorre per praticare
- essere digiuni da almeno 1.30 mminuti;
- abbigliamento comodo, che lasci vedere le linee del corpo;
- tappetino personale, da yoga;
- asciugamano;
- pulizia e rispetto degli orari;
La pratica NON è adatta alle donne in gravidanza e ai bambini.

Risorse:
K. Pattabhi Jois Ashtanga Institute
LaPrima Serie, guidata nel 1993 da Sri K. Pattabhi Jois. Un video illuminante, da cui si continua ad apprendere.
Asana Kitchen, di David Garriguez. Tutorial che illustrano i passaggi più difficili della sequenza.